La donna Onda

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Sempre avvalendomi del supporto di John Gray, dopo aver analizzato una serie di comportamenti che gli uomini mettono in atto all’interno della coppia, questa volta mi soffermerò sulle dinamiche più frequentemente messe in atto dalle donne.

Se l’uomo era stato infatti definito un elastico, la donna potrebbe essere definita come un’onda.

Quando si sente amata, la stima che la donna ha di sé stessa cresce come un’onda, in questo periodo la donna riluce di amore e gratificazione. Spesso però, una volta raggiunto il suo culmine, l’onda comincia a scendere e la donna prova un senso di vuoto interiore e sente il bisogno di riempirlo con l’amore.
Se nel momento di picco dell’onda la donna ha soffocato i suoi sentimenti negativi, o addirittura ha rinnegato se stessa nel tentativo di essere il più amorevole possibile, sarà inevitabile che durante la discesa la percezione di questi sentimenti negativi e di tutti i bisogni non soddisfatti diventi di colpo chiara.

Nelle donne solitamente la capacità di dare e ricevere amore riflette il suo modo di percepirsi. Se non è soddisfatta di sé, è anche in difficoltà nell’accettare apprezzamenti nei confronti del partner. Quando l’onda della donna si infrange, questa diventa più vulnerabile e bisognosa di amore. A questo punto è fondamentale la capacità da parte del compagno di cogliere questo stato emotivo, in caso contrario si corre il rischio di creare tensioni.
Molto spesso gli uomini, in maniera ingenua, credono che il periodo di picco della donna duri per sempre, e, qualora ci fossero dei mutamenti, se ne attribuisce tutte le responsabilità; quando la loro compagna è felice l’uomo se ne attribuisce il merito, allo stesso modo si sente responsabile della sua infelicità. In questa seconda ipotesi andrà incontro a grandi frustrazioni nel disperato tentativo di migliorare la situazione.

In realtà l’ultima cosa di cui una donna ha bisogno quando è in fase di “Onda discendente”, è che qualcuno le spieghi perché non ci sono motivi reali per cui valga la pena di provare certe sensazioni. Quello di cui ha bisogno una donna in questa fase è di avere al suo fianco una presenza amorevole, di essere ascoltata in modo empatico. Anche se non si è in grado di capire in pieno i motivi che facciano sentire la propria compagna così abbattuta, l’uomo può in ogni caso offrirle il suo amore, ed il suo sostegno.
Ovviamente agli uomini occorre del tempo per imparare a gestire questa situazione, durante i primi tentativi di ascolto gli uomini infatti, dopo un primo momento di ascolto empatico, se non vedono un miglioramento rapido, tornano sulla vecchia strada cercando di risolvere il problema della loro compagna a modo loro e finendo ovviamente per litigare.

Quello che bisogna capire è che quando una donna si trova nella fase di “Bassa marea”, se anche si sente sostenuta dal suo compagno, non è scontato che il suo umore migliori immediatamente. Spesso anzi può capitare che le cose vadano ancora peggio, che l’umore peggiori ulteriormente. Per quanto possa sembrare paradossale, è proprio questa ennesima discesa la prova dell’effetto positivo che l’appoggio datole dal compagno esercita sulla donna. Sicura di avere un sostegno, ora può infatti toccare prima il fondo, e da quel momento le sarà più facile risalire.
L’ultimo errore da non fare dopo aver imparato a supportare la propria compagna nei momenti di crisi è quello di credere che, qualunque problema la avesse angustiata, ormai è stato del tutto risolto. Tale convinzione è suffragata dal fatto che la donna ora si mostri di nuovo affettuosa e costruttiva.

Quando quindi la donna-onda torna ad infrangersi, gli stessi problemi che l’uomo credeva di aver ormai risolto si ripresentano e l’uomo si spazientisce portando spesso la coppia ad un inevitabile litigio.

Se una donna si sentirà appoggiata in questi momenti complicati, avrà via via sempre più fiducia nel rapporto e sarà in grado di sostenere il suo moto ondulatorio senza scatenare conflitti. Il più grande dono che l’uomo possa fare alla coppia è quello di supportare adeguatamente la sua compagna nei momenti difficili liberandola gradualmente dall’influenza del passato e, pur continuando a mantenere il moto ondulatorio che la caratterizza, i momenti di “bassa marea” non saranno mai così gravi da oscurare la sua natura affettuosa eliminando quindi una della principali minacce ai rapporti di coppia.

Spero, con questo spunto alla riflessione, di aver aperto una finestra di ragionamento che porti uomini e donne ad osservare l’altro con una attenzione maggiore, attenzione che li conduca a rapportarsi l’un l’altro tenendo presente che il metro con il quale si interpreta la realtà è profondamente diverso e che non si può non tenere conto di questa importantissima differenza.