Il Piccolo Principe

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introspezione

Un aviatore è costretto da un’avaria ad atterrare in pieno deserto: sabbia, solitudine, e, sopra il suo capo, le stelle… Ma, a un tratto, una voce: “Mi disegni, per favore, una pecora?”. Di dove viene? Chi parla? Cosa significa quella strana domanda? È un minuscolo ragazzo, il Piccolo Principe, che vaga per gli spazi; il piú meraviglioso, impensato e seducente compagno. Il Piccolo Principe è un capolavoro della letteratura infantile, che, come i suoi grandi predecessori, da Peter Pan a Pinocchio, dai racconti di Perrault e di Andersen ad Alice nel Paese delle Meraviglie, si rivolge a piccoli e grandi, “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano piú”, come dichiara esplicitamente la dedica di Antoine de Saint-Exupéry, eroe dell’aviazione francese che scrisse questa favola irresistibile a quarantadue anni, quando era reputato troppo vecchio per volare. Poi riuscí a tornare a volare e scomparve in una missione di guerra. Scomparve letteralmente, non si trovarono tracce di lui, dissolto come un autentico personaggio da favola.

Su cosa ci fa riflettere?

Sull’importanza di coltivare il proprio bambino interiore e imparare ad avere cura di ciò a cui teniamo.

 

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