Killer e dintorni – Gli angeli della morte

Quest’oggi prendendo spunto dalla puntata della scorsa settimana di The Market Show[1] (in diretta su Facebook ogni settimana) alla quale sono stato invitato a partecipare per parlare dell’infermiera killer di piombino, la signora Fausta Bonino.  Ho pensato che potesse essere interessante creare una rubrica all’interno di questo blog riguardante una categoria di persone che, seppur molto pericolose, hanno da sempre attirato l’attenzione del grande pubblico: i serial killer.

Credo inoltre che potrebbe esser utile affiancare questa rubrica a quella portata avanti sempre su questo blog dal Dott. Zingaro che stila i profili criminologici dei cattivi eccellenti della storia del cinema e della tv, in modo di poter confrontare figure reali con figure appartenenti all’immaginario cinematografico.

Gli “Angeli della morte”

Quest’oggi prenderò in esame nello specifico la categoria di serial killer denominata “Angeli della morte”. Tale definizione, che descrive questa particolare categoria di serial killer, prende spunto dal soprannome con il quale era tristemente noto il medico nazista Josef Mengele, noto per il suo cinismo e per il potere decisionale che aveva su vita e morte dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz. Nonostante Mengele non fosse un vero e proprio serial killer, in quanto il suo “lavoro” era autorizzato dalle alte sfere, il termine viene ormai utilizzato ufficialmente in ambito criminologico.

Insieme alla categoria dei serial killer missionari, gli angeli della morte sono l’unica tipologia di assassini seriali che non scelgono le vittime in base alle loro preferenze sessuali, questo fa di loro una categoria sui generis in ambito criminologico. Le loro vittime preferite sono solitamente i pazienti con cui si trovano a lavorare. Si tratta spesso di soggetti che versano in uno stato di salute non buono, come anziani e malati cronici, oppure deboli, come neonati o bambini.

I moventi che spingono queste persone ad uccidere possono essere di diversi tipi: alcuni di essi lo fanno per poter esperire quella sensazione di onnipotenza che si prova ad avere nelle proprie mani la possibilità di decidere della vita e della morte di qualcuno.

Altri sostengono di avere come unico scopo quello di alleviare le sofferenze di malati a loro dire ormai in stato terminale, peccato che tale motivazione venga a cadere in quanto il più delle volte le persone uccise non erano minimamente in pericolo di vita.

Molte persone appartenenti a questa categoria di assassini sono medici e infermiere, il loro lavoro, infatti, li agevola molto nel creare una situazione di emergenza, mettendo di proposito a rischio la vita del paziente di cui si stanno occupando. A volte questa situazione si conclude con la morte del paziente, altre volte con l’aggravarsi delle sue condizioni. Questo comportamento è spesso collegato ad una particolare manifestazione di sindrome di Münchhausen per procura[2].

La Sindrome di Münchhausen

Münchhausen era uno dei paggi di un duca tedesco. Il nome di questa sindrome deriva da un personaggio realmente esistito, per l´appunto il barone di Münchhausen, che visse in Germania nel XIX sec. ed era famoso ovunque per via dei i suoi racconti di natura fantasiosa e avvincente, ma soprattutto umoristici.

Per Sindrome di Münchhausen s’intende un particolare disturbo psichiatrico nel quale persone affette simulano una malattia fisica o un trauma psicologico con il fine di portare attenzione, simpatia e compassione verso di sé. Questi disturbi fasulli solitamente non sono immediatamente individuati dal medico, ma vengono scoperti solo dopo aver escluso una lunga serie di possibili diagnosi.

La Sindrome di Münchhausen per procura (Münchhausen Syndrome by Proxy – MSP) è un’altra sfaccettatura di questo tipo di disturbo e si presenta spesso all’interno della relazione madre/bambino, nel quale la figura di accudimento arreca un danno fisico al figlio/a per attirare l’attenzione su di sé. Capita quindi ad esempio che delle madri, facciano ammalare di proposito i loro figli con l’obiettivo di attirare su di loro l’attenzione dei medici, magari facendosi vedere molto solerti nel curare il malanno che loro stesse hanno provocato.

In questo caso la sindrome potrebbe aver avuto come obiettivo i pazienti dell’infermiera.

Stando a quello che al momento è emerso dalle prime indagini, Fausta Bonino era depressa, usava ed abusava di alcol e psicofarmaci: tuttavia non è stato trovato un vero e proprio motivo “razionale” che possa averla spinta a compiere un tale gesto, ed è per questo che si è pensato ad una situazione di grave patologia psichica e quindi alla sindrome di Munchausen. Fausta avrebbe utilizzato dosi massicce di eparina, un farmaco anticoagulante non previsto dalle terapie prescritte alle vittime, per uccidere i pazienti. Gli esami ematochimici effettuati sui pazienti nel corso dell’ordinario monitoraggio clinico, che hanno evidenziato una concentrazione, in alcuni casi, anche 10 volte superiore rispetto a quelle compatibili con le consentite dosi terapeutiche.

Una parte importante della vicenda come sempre lo ricopre anche il marito della presunta killer, il quale nega fermamente che la moglie possa esser coinvolta in questa serie di omicidi, e la descrive come una persona molto dedita al suo lavoro.

Nella sindrome di Munchausen per procura, il ruolo del padre/marito è misterioso e incerto. Molto spesso si tratta di un genitore assente dalla vita familiare o che comunque resta lontano da casa per la gran parte del tempo, cosa che facilita la messa in atto degli abusi da parte della madre. Il fatto interessante, tuttavia, è che quando la donna viene scoperta e messa di fronte agli abusi perpetrati, non di rado il marito la sostiene e può persino rendersi complice dei suoi inganni, agevolando tacitamente il suo comportamento.

Ad esempio il marito della signora Bonino ha dichiarato:

«Mia moglie non è e non è mai stata una depressa, prende qualche pillola per tirarsi su, come succede a tutti»

La peculiarità della Sindome di Münchhausen per procura è il fatto che chi manifesta la sindrome non è la vittima, la vittima è infatti la persona che viene fatta ammalare, o ancora peggio che viene uccisa per far provare a chi ha la sindrome il brivido di essere protagonista di una situazione fuori dall’ordinario che richiede l’attenzione di moltissime persone.

Altri disturbi correlati:

La sindrome di Munchausen per procura non ovviamente è l’unica possibile spiegazione di questo tipo di comportamenti, vi sono ad esempio, almeno altri due tipi di disturbi di personalità piuttosto comuni, che possono aiutarci ad avere una idea più precisa di cosa porti, gli angeli della morte ad agire in questa maniera.

Ad esempio le persone che presentano un disturbo istrionico di personalità[3] si sentono a disagio quando non sono al centro dell’attenzione degli altri. Per questo si impegnano incessantemente per fare in modo di catturare l’interesse degli altri.

Il disturbo istrionico di personalità, caratterizzato da persone con un sé grandioso, come quello che hanno i neonati e che poi nel tempo dovrebbe integrarsi con un esame di realtà.

Queste presone utilizzano il loro corpo per attirare l’attenzione degli altri divenendo non solo seduttivo, ma anche ammalati.

L’eccessiva focalizzazione sull’approvazione altrui, piuttosto che sulle esperienze appartenenti la proprio mondo interiore, genera la propensione a considerare se stessi solo in funzione degli altri e, dunque, a esperire uno scarso senso di identità personale.

Queste persone si distinguono per:

  • fasi acute di depressione,
  • bisogno di essere apprezzati e riconosciuti dagli altri,
  • scarsa empatia,
  • bisogno di essere ammirati o comunque di sentirsi importanti.

Ecco alcune dichiarazione della Sig.ra Bonino che sembrerebbero poter rientrare in alcune delle caratteristiche del disturbo istrionico:

«Almeno così dorme»

«Oh Paola, una cosa, eh… Se avete da fa morì qualcuno fatelo prima che rientri io perché se l’unico giorno che sono rientrata me ne muoiono tre…»

Per capire qualcosa di più di questa vicenda dovremmo attendere l’esito delle indagini e non credo che i tempi saranno particolarmente brevi.

Nell’attesa spero di avervi chiarito un po’ le idee sulle motivazioni che spingono questa particolare categoria di angeli a compiere il loro macabro lavoro.


[1] The Market Show, è un live show in streaming su facebook ogni settimana. Condotto da Beatrice Alonzi, in ogni puntata vengono affrontate, con il supporto di esperti del settore, notizie di cronaca nera e non solo.

[2] Per maggiori informazioni consultare: http://www.stateofmind.it/2014/11/sindrome-munchhausen-per-procura-psicologia/

[3] Per maggiori informazoini consultare: http://www.terzocentro.it/2016/01/29/disturbo-istrionico-di-personalita/