Avventure metropolitane di una coppia in cerca di un’esistenza

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Parte I°: Il bisogno di coppia

“L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.” H. Hesse

Il bisogno di coppia

In questo primo articolo di una serie che riguarderà la coppia, vorrei porre l’attenzione su una emozione che molto spesso nella nostra vita ci troviamo ad esperire: il bisogno di coppia.
Creare e mantenere una coppia è da sempre una delle sfide con il più alto numero di iscritti. Nella nostra cultura l’idea di coppia è infatti uno dei valori che maggiormente ci segna e che, prima o poi, fa sentire alla maggior parte delle persone il bisogno di fare almeno un tentativo, fosse anche per dire che non era roba per noi.
Ovviamente non stiamo parlando di una sfida semplice, di un traguardo facilmente raggiungibile. È vero, esistono storie di relazioni durate una vita, andate avanti decine e decine di anni, altri ancora narrano di storie lunghe e… FELICI per tutta la loro durata. Probabilmente si tratta perlopiù di leggende, create ad hoc per invogliare il prossimo a tentare anche lui la sfida delle sfide…
Fatto sta, che ad una certa età sorge in alcune persone il bisogno quasi morboso di formare una coppia. Le motivazioni possono essere molteplici: l’amore, il bisogno di condivisione, la paura della solitudine, alcuni input più o meno espliciti ricevuti dalla propria famiglia, la paura del tempo che scorre e delle sue conseguenze, il vedere le persone vicine a noi che fanno la stessa cosa e molte altre.

Il terrore della coppia

Accanto al bisogno di coppia, in alcuni di noi sorge un sentimento diametralmente opposto e quindi per certi versi molto simile al bisogno di coppia, ovvero il terrore della coppia.
Di solito questo tipo di sentimento sorge in persone nelle quali, il valore di coppia è stato instillato, in maniera positiva o negativa, ancora più prepotentemente nel corso degli anni rispetto agli altri. Succede quindi che, quando le persone facenti parte di questo gruppo si avvicinano all’età “da coppia”, cominciano a rifuggire qualunque tipo di situazione che possa trasformarsi in qualcosa che assomigli ad una coppia. Anche qui ci troviamo di fronte a tutta una serie di motivazioni più o meno plausibili addotte dai facenti parte di questo gruppo: il bisogno imprescindibile di non rinunciare a nessuno dei propri spazi, l’impossibilità di trovare qualcuno di adatto, esperienze precedenti ai limiti del tragico che ormai hanno segnato indelebilmente la nostra vita ecc.
In realtà, per quella che è la mia esperienza professionale, credo che l’emozione che spinge tanto quelli che sentono il bisogno morboso di coppia, quanto quelli che ne hanno terrore, sia la paura di fallire.
La paura del fallimento di qualcosa d’importante infatti spinge tanto chi insegue la coppia quanto chi ne rifugge. Chiunque abbia provato nel corso della propria vita questo genere di emozioni, sa di cosa sto parlando.

È fondamentale rendersi conto se si rientra in una delle due categorie di cui sopra, infatti sia il bisogno morboso che la paura sono i primi due ostacoli che si trova ad affrontare il potenziale partner. Queste due emozioni, se non elaborate, rischiano di complicare incredibilmente una sfida già dura di per sé, esserne consapevoli fa parte dell’allenamento propedeutico alla sfida.
Vi sono dei casi in cui, dopo estenuanti ricerche o infinite fughe, si riesce a trovare qualcuno con cui condividere la nostra vita.
Anche in questo caso però, la mancanza di consapevolezza, ci espone ad enormi rischi di fallimento o, ancor peggio, a coppie che, pur non avendo ragion d’essere, continuano come zombie ad andare avanti verso una meta che non esiste. Moltissime volte arrivano in terapia coppie già finite da anni, composte da persone che, soltanto dopo un percorso di consapevolezza riescono a guardarsi in faccia dicendosi la verità, parlando di un dolore taciuto per mesi o a volte anni.

Molte sono le motivazioni che una persona più inventarsi per non rompere una relazione da cui non riesce a separarsi, la più abusata è sicuramente quella riguardante i figli. Ancora oggi infatti, moltissime persone sostengono di non separarsi per evitare ai figli il dolore di un divorzio. Peccato che nessuna di loro rifletta sul fatto che, per un bambino, è sicuramente più doloroso crescere in una famiglia composta da persone infelici e frustrate rispetto che avere due genitori separati ma felici.
Altre motivazioni che si riscontrano spesso riguardano mutui, famiglie di origine, amanti che a breve verranno lasciati, la speranza che l’altro torni quello di dieci anni prima, i soldi ecc.
Anche in questo caso, la grande paura di cui non si parla mai, è la stessa contro la quale ci siamo scontrati all’inizio, quando una coppia nemmeno esisteva. La paura di ammettere un fallimento.
Ed è proprio a partire da questa epistemologia sbagliata e masochista, che si snoda un percorso terapia, diventando consapevoli delle paure che da troppo tempo guidano la relazione che ha ormai perso la sua carica. Non ha senso parlare di fallimenti.
Ognuno infatti, al di là degli errori più o meno marchiani commessi, dà sempre tutto sé stesso quando decide di formare una coppia, ed è per questo che non esistono fallimenti ma soltanto situazioni che non funzionano più e che vanno modificate.
Soltanto la consapevolezza di noi stessi, dei nostri valori e delle nostre paure ci rende liberi di vivere la nostra vita (di coppia e non) al meglio, di scegliere con chi condividere la nostra vita senza sottostare al giogo imposto dalle antiche tare che ci portiamo dietro da sempre.