Stalking e psicopatologia

cos'è lo stalking

Conoscere lo stalking

Lo stalking è senza dubbio un argomento piuttosto delicato da trattare, molto (troppo) spesso infatti le degenerazioni di questa sindrome finiscono sui giornali nella sezione di cronaca nera. Tra questi ad esempio figura il recente omicidio avvenuto a Roma ai danni di una ragazza di 22 anni, ad opera del suo ex fidanzato che non riusciva ad accettare la fine del loro rapporto ed aveva iniziato a perseguitarla fino ad arrivare ad ucciderla.

Che cos’è precisamente lo stalkingÈ un tipo di atteggiamento molestante, assillante e continuativo che ha al centro della vicenda due protagonisti principali che sono: l’autore delle molestie, definito stalker, e la sua vittima.  Il termine stalking inglese deriva da To Stalk, che significa appunto “appostarsi”.

Questo tipo di atteggiamento vessatorio è sempre esistito, negli ultimi anni però è stata fortunatamente aumentata l’attenzione su questo genere di reati che per troppo tempo era stata trascurato. Inoltre, l’avvento dei social network e delle moderne tecnologie ha consentito ai potenziali stalker di trovare moltissimi nuovi modi per perseguitare le loro vittime e soprattutto moltissime nuove fonti a cui attingere per avere tutte le informazioni di cui necessitano per mettere in atto il loro piano persecutorio.

Chi è esattamente lo stalker?

La maggior parte dei comportamenti di tipo vessatorio vengono messi in atto da partner o ex-partner di sesso maschile, con un’età compresa tra i 18 ed i 25 anni, età in cui la causa scatenante solitamente è l’abbandono o un amore respinto, o superiore ai 55 anni quando si tratta della fine di un matrimonio.

Negli ultimi anni numerosi studi si sono concentrati sulla figura dello stalker, andando a verificare quali fossero le psicopatologie associate a questo genere di commportamento.

Una delle definizioni principali che ci aiuta a spiegare questo tipo di patologia è l’erotomania.

L’erotomania è riconosciuta tra i deliri di carattere passionale, insieme a quelli di rivendicazione e gelosia, all’interno del Disturbo Delirante. Il delirio erotomane si ha quando il soggetto è ossessivamente convinto che un’altra persona sia innamorata di lui. Il delirio solitamente ha a che fare con un  amore romantico, idealizzato, e un’unione spirituale, piuttosto che l’attrazione sessuale.

L’erotomane non è in grado di accettare il fatto di non essere ricambiato: ha estremamente bisogno di convincersi, che, a dispetto dei continui rifiuti ricevuti, l’altro provi, o proverà in futuro, amore per lui. L’eorotomane percepisce ogni tipo di rifiuto, anche quelli più violenti, come una sorta di incoraggiamento che è in grado di percepire solamente lui. Per le persone affette da questo disturbo l’amore non si fonda sulla comunicazione e sulla reciprocità, ma su una fissazione che diventa il centro assoluto della sua esistenza.

Un altro disturbo a cui è associato lo stalking è il Disturbo Borderline di Personalità, una patologia nella quale l’elemento fondante è rappresentato dal problema della separazione e dell’abbandono. Le persone con disturbo borderline trovano grandi difficoltà nell’instaurare relazioni interpersonali stabili, passando durante le loro relazioni attraverso fasi di completa svalutazione o esaltazione dell’altro. Dal punto di vista emotivo vi è una totale assenza di equilibrio a cui si associano atteggiamenti rabbiosi ad altri del tutto remissivi e accomodanti. Queste avvertono spesso un profondo senso di vuoto interiore, e per sentire di esistere hanno continuamente necessità di essere accompagnati da qualcuno che li sorregga emotivamente. Molto spesso per queste persone il partner è assolutamente vitale.  Di conseguenza, di fronte alla possibilità di un abbandono, il soggetto si sente completamente annientato e vive la fine di un rapporto come una vera e propria catastrofe affettiva. Quindi, quando il rischio di un abbandono si fa più completo, mette in atto una serie di comportamenti persecutori (come minacce, ritorsioni dimostrative e intimidatorie) con lo scopo di scoraggiare l’eventuale abbandono, vero o presunto: violenze verso il partner, tentativi più o meno concreti di suicidio, con lo scopo di preoccupare l’altro o di intimargli di non separarsi.

Paradossalmente, la persona che mette in atto un comportamento di stalking, si considera l’unica e vera vittima di questa situazione, si sente deriso, maltrattato ed umiliato. Per questo tipo di persone è completamente intollerabile il sentirsi rifiutati dall’altro, è questa la causa scatenante della sua angoscia che poi si trasforma inevitabilmente in ostilità e violenza. Lo stalker ha un immenso bisogno di ricevere una qualunque forma di risposta emotiva dall’altro (amore o rabbia non è importante) perché è il silenzio e quindi l’assenza di risposta che lo fa uscire fuori di testa.

All’impossibilità di accettare il rifiuto si accostano spesso dei tratti di carattere ossessivo-compulsivo che fanno sì che l’intera vita di uno stalker sia esclusivamente e in maniera persistente votata alla persecuzione della propria vittima, guidato da tutta una serie di pensieri intrusivi e inarrestabili, incentrati esclusivamente su di essa. I tratti di tipo compulsivo tipici dello stalker sono fondamentalmente la ripetitività comportamentale (coazione a ripetere), l’ipercontrollo generalizzato.

Difendersi dallo stalking

Esistono delle strategie che possono aiutarci nel porre una distanza tra noi e il potenziale molestatore:

  • Non far finta di niente tendendo a sminuire il problema. A nessuno piace sentirsi vittima di una molestia, ma evitare di riconoscere un dato di fatto può esporci maggiormente al rischio. Quando ci si rende conto della situazione è importante informarsi sull’argomento e chiedere aiuto.
  • È necessario imparare a rifiutare con fermezza l’altro, nel caso si tratti di riprendere una vecchia relazione. Bisogna dire di no, una volta sola e con fermezza, qualsiasi altro atteggiamento volto a spiegare all’altro la situazione sarà interpretato come segnale di interesse nei suoi confronti e quindi di speranza.
  • Se le molestie sono telefoniche, la cosa più sensata non è cambiare numero rischiando di aumentare la rabbia del molestatore, è più sensato prendere una seconda linea lasciando la vecchia allo stalker attendendo che si stufi di tentare di avere un contatto con noi.
  • Raccogliere il maggior numero di prove e dati delle persecuzioni a cui siamo stati sottoposti per poterli consegnare alla polizia.
  • Se si pensa di essere seguiti, andare immediatamente alla polizia.

I pericoli dello stalking

Spesso, per via di alcune leggi che limitano gli interventi di prevenzione delle situazioni di emergenza, si rischia di essere vessati a lungo da uno stalker prima di ricevere un aiuto dalle autorità competenti. Le conseguenze psicologiche per gli attori della vicenda rischiano di essere piuttosto importanti, di trascinarsi a lungo e, in alcuni casi, anche di cronicizzarsi.

La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo cronicizzandosi. Alcuni dei problemi tipici che possono emergere nelle vittime di stalking sono: attacchi d’ansia o di panico, insonnia, e, in alcuni casi, può verificarsi l’insorgenza di un disturbo post traumatico da stress.

In ognuno di questi casi è sicuramente importante rivolgersi per tempo ad uno specialista per trattare questi disturbi sul nascere, evitando che si cronicizzino diventando parte della nostra vita, contribuendo a ricordarci la brutta esperienza che abbiamo vissuto.

Concludendo è importante, per non incorrere in problemi molto gravi, e non rischiare la degenerazione dello stalking in qualcosa di ancora peggiore, che le persone che vi si imbattano sappiano riconoscere tale fenomeno, riuscendo a gestirlo al meglio appoggiandosi a sé stessi, alle forze dell’ordine e ad uno specialista.