Il natale e lo specchio dell’anima

buon-nataleUna coscienza pulita è un Natale perenne.
Benjamin Franklin

Come ogni anno, puntuale come una slitta trainata da decine di renne volanti, arriva il Natale, e come ogni anno il mondo si divide tra le persone che adorano il Natale, quelle che lo odiano apertamente e quelle che, ignorando le interminabili file di lucine che cominciano a decorare le nostre strade fin da metà ottobre, fanno finta che non stia accadendo niente attorno a loro.

Sul Natale è stato detto e si continua a dire molto, su una cosa però è impossibile discutere: nessuno ne è immune.
Che lo si ami o lo si odi non c’è anima che non provi qualcosa al cospetto di un’entità così imponente, che si tratti di gioia, malinconia, tristezza ecc ecc.
Ma qual è veramente la magia del Natale?
Questa è la domanda che mi pongo ogni anno quando, avendo la fortuna di interfacciarmi con l’intimità di decine di persone diverse, mi confronto con i più disparati modi di reagire di fronte a questo periodo dell’anno.

La maggior parte delle persone non è mai consapevole del significato profondo del proprio rapporto con il Natale. Tanto chi lo attende con ansia, quanto chi preferirebbe farsi criogenizzare per risvegliarsi il 31 sera, spesso ignora le radici di un sentimento tanto pronfondo e, in alcuni casi, tanto doloroso.

L’opinione che mi sono fatto è che il Natale abbia la funzione di specchio dell’anima, uno specchio che, con cadenza annuale, come un inarrestabile giudice inesorabilmente ci mette di fronte a noi stessi, a ciò che abbiamo e a quello che ci manca (inizialmente il suo contenuto entra in una letterina, con gli anni per molte persone non basterebbe un libro intero), obbligandoci a dare un giudizio su noi stessi e soprattutto sulla qualità delle relazioni che abbiamo costruito nel tempo.

Specchiarsi nel Natale è inevitabile, il solo fuggire o tentare di far finta di niente è una reazione che conferma la sua presenza ed è in sé per sé già uno specchiarsi.
Ed è il rapporto con questo specchio, lo specchio dell’anima, l’elemento che sfugge alla maggior parte delle persone che si trovano di fronte al Natale; ed è sempre in questo specchio che è invece possibile trovare le risposte alle nostre paure, ai nostri dolori, ma anche le nostre gioie (perché anche le gioie, quando sono consapevoli, hanno un potere molto più forte).

Il Natale appena arriva ci porta immediatamente a confrontarci con i natali passati, con quello che crediamo di non aver avuto, o con quello che abbiamo avuto e che ora inevitabilmente non c’è più. Il secondo inevitabile confronto è con il presente, a Natale infatti si passa più tempo in famiglia, spesso si ritorna addirittura nelle case dove si è cresciuti solitamente (con inevitabile emersione di tutti i secolari conflitti che inevitabilmente cerchiamo di nascondere sotto lo scorrere del tempo). Infine abbiamo il futuro, un’entità che per alcuni può trasformarsi in un coacervo di angosce incontrollabili che possono colpire anche chi ama il Natale e si trova quindi nella condizione di perdere quello che ha.

Il consiglio e l’augurio che mi sento di dare di fronte a questo insieme di considerazioni è cercare di vedere il Natale per quello che realmente è, uno specchio magico che per ventiquattro ore all’anno ci consente di veder riflessa la nostra anima in lui.

Se impariamo a specchiarci nel Natale scevri da paure ed illusioni, il risultato sarà strabiliante e ci permetterà un enorme balzo di consapevolezza in avanti, verso il prossimo Natale… specchio magico della nostra anima.

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