Conoscere i chakra II

Conoscere i chakra

 

Introduzione

Parte II

 

I chakra contengono le mappe con le quali ci muoviamo nella vita che è il nostro territorio. Noi abbiamo mappe per ogni cosa; una mappa per la sopravvivenza che ci avvisa quando dobbiamo mangiare, quanto dobbiamo dormire ecc., una mappa per la sessualità, per il potere, per l’amore, la comunicazione ecc. Il settimo chakra è l’organizzatore e gestore di tutte le mappe contenute nei chakra sottostanti.

Tutti noi funzioniamo con degli insiemi di mappe, che possono essere coscienti o meno. Per riuscire a vivere una vita completa e libera è necessario individuare le mappe contenute nei nostri chakra ed eliminarle o aggiornarle a seconda della situazione. I chakra contengono al loro interno delle subroutines programmate che determinano i nostri comportamenti. Ad esempio mangiare eccessivamente è una subroutine del chakra della sopravvivenza. Perdere la calma è collegato ad una subroutine del chakra del potere.

È come se i chakra fossero dei programmi e noi fossimo l’hardware sul quale questi girano. Pur utilizzando questi programmi non siamo in grado di comprendere il loro linguaggio; la vera impresa è identificare i nostri programmi e riscriverli mentre continuiamo a vivere. Questo porta alla guarigione.

Come un hardware elettronico funziona grazie all’elettricità, anche noi funzioniamo grazie all’energia presente nel nostro sistema mente-corpo; questa energia è chiamata Ki o Chi o Prana.

Per poter funzionare, qualunque nostro programma ha bisogno di questo tipo di energia, all’interno del nostro corpo le linee energetiche principali scorrono in maniera verticale, alcune linee energetiche secondarie possono scorrere anche orizzontalmente. In questo sistema energetico vi sono due polarità fondamentali: la polarità geocentrica che contattiamo con il nostro corpo, e la polarità della coscienza che possiamo esperire tramite la nostra mente. Quando il contatto energetico è stabilità tramite il corpo è detto collegamento, questo è derivato dal contatto materiale che stabiliamo con la terra attraverso i piedi e le gambe. Questo tipo di contatto ci dona quella connessione che ci fa sentire sicuri di noi, vivi, centrati e radicati.

La consapevolezza invece deriva dalla mente, è composta dai nostri sogni, le nostre convinzioni e dalla nostra memoria. Se la consapevolezza è slegata dal corpo è vaga, onirica e vuota; se è collegata con il corpo + possibile percepire una energia dinamica che scorre attraverso il nostro intero essere, lo spirito è infatti incarnato nel corpo.

 

 

 

I sette vortici dei chakra sono creati dalla combinazione della coscienza e della materia. Il flusso della coscienza entra tramite il 7 chakra e scende tramite il corpo verso il basso. Dal momento che i chakra rappresentano degli elementi che man mano che si va verso il basso (dal pensiero alla terra) diventano più densi, questo flusso può esser definito la corrente della manifestazione. Quando trasformiamo dei pensieri in parole o immagini stiamo attuando la manifestazione, la coscienza può manifestarsi esclusivamente prendendo corpo.

La corrente che invece si muove dal basso verso l’alto è la corrente della liberazione, i chakra infatti in origine furono pensati come un percorso verso la liberazione lungo il quale ci si libera dalle costrizioni del mondo materiale.

Un essere umano sano ha bisogno che queste due correnti siano costantemente in equilibrio tra loro; senza la corrente della liberazione rischiamo di trasformarci in robot, schiavi delle nostre subroutine ripetitive e con la coscienza addormentata. All’opposto senza la corrente della manifestazione ci trasformiamo in sognatori vuoti e privi di scopo, sognatori incapaci di realizzare le nostre idee.

Quando riusciamo ad unire le due correnti otteniamo l’unione delle polarità cosmiche che apre delle possibilità illimitate.

Entrambe le correnti subiscono l’influsso delle esperienze negative: dolori, traumi, condizionamenti sociali, ambienti oppressivi, tutto questo genere di esperienze ci separa dalle nostre fondamenta distanziandoci dalla corrente liberatoria.

All’altro estremo, la cattiva informazione e l’indottrinamento invalidano la nostra coscienza. Un bambino a cui viene detto che non ha visto quello che ha appena visto, o che non ha provato quello che ha provato, impara a dubitare delle sue percezioni; distacca istinto e memorie dalla consapevolezza cosciente e questo genera fobie, attività compulsive nelle quali il comportamento non corrisponde alla volontà cosciente.

Il nostro corpo per fortuna è in grado di recuperare i ricordi che la nostra mente ha dimenticato e, tramite la pratica di alcune attività quali la meditazione, la respirazione circolare, la mindfulness, lo yoga e molte altre è possibile rendere nuovamente cosciente ciò che costituisce le nostre fondamenta, riattivando alcune memorie che ci rivelano le bugie e gli equivoci bloccati dalla memoria che lentamente stanno uccidendo la nostra coscienza.

Allo stesso modo, quando si lavora con il lato più mentale, mentre si parla di alcune esperienze o ricordi, il corpo risponde con alcune sensazioni legate allo scorrere dell’energia in alcune parti del corpo vitali che fino a quel momento erano state annullate.

Il processo di guarigione è in sintesi reso possibile dall’integrazione della mente, del corpo e dell’energia. Non serve a molto comprendere senza azioni, o scaricare energia senza comprensione. Il cambiamento è reso possibile esclusivamente tramite l’integrazione di queste due correnti.[1]

Esistono anche due correnti orizzontali che scorrono all’interno ed all’esterno dei chakra, la corrente della ricezione e quella dell’espressione. Noi esprimiamo le correnti verticali per poterci esprimere a diversi livelli dei chakra (quello che esprimo attraverso il chakra della gola è contaminato da cose provenienti dagli altri). Allo stesso modo quello che riceviamo tramite le correnti orizzontali viaggia su e già tra i chakra. Quando un chakra è bloccato anche ricezione ed espressione sono alterate.

 

[1] Per maggiori informazioni consultare: A. Judith, il libro dei chakra. Nero Polizza, Vicenza, 1998.

 

Testo liberamente ispirato da: A. Judith, Il libro dei Chakra, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2018.