Approccio Sistemico Relazionale

La psicoterapia sistemico-relazionale considera la realtà complessa delle relazioni umane e ne studia l’influenza sull’ individuo, sulla sua visione del mondo e sui suoi comportamenti.

Perciò nell’approccio sistemico sia individuale che familiare “l’attenzione alla soggettività, all’unicità del singolo comporta l’attenzione alla sua rete di relazioni. Il cambiamento non è visto come un fattore prettamente soggettivo, disconnesso dalla rete di relazioni in cui la persona è inserita, ma come il risultato di una molteplicità di fattori interattivi, quali ad esempio lo scopo intrinseco del sistema, le funzioni dei singoli componenti in relazione allo scopo stesso del sistema, le diverse interazioni del sistema con altri sistemi adiacenti, in una complessità crescente e molto articolata”.


Gli studi condotti dall’antropologo G. Bateson e l’elaborazione del modello teorico dell’ “epistemologia cibernetica” hanno reso lampante il collegamento tra teoria dei sistemi e terapia familiare. Il punto focale del modello infatti rileva come le nostre percezioni vengano modellate non tanto dai fenomeni in sé stessi, ma dalle relazioni che sussistono tra due fenomeni.


Ogni gruppo umano con una storia, come ad esempio la famiglia, può essere visto come un sistema aperto in evoluzione. In quanto tale esso è soggetto alla dialettica tra stabilità e cambiamento, tra la necessità di garantirsi una continuità (anche attraverso comportamenti sintomatici) e la necessità di trasformazione verso una maggiore complessità mediante scambio di informazioni con il mondo esterno. Secondo l’approccio sistemico-relazionale i sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione. I sintomi di una persona, oltre ad esprimere in maniera metaforica il conflitto psichico soggettivo, assumono una funzione chiara all’interno del sistema relazionale in cui emergono. La famiglia, intesa come il sistema vivente di riferimento principale nell’esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperienziale all’interno del quale i sintomi assumono un ruolo preciso nel funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte. La psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale considera la persona portatrice del sintomo “paziente designato”. Tale termine sta a significare che il paziente è il membro del sistema-famiglia, che esprime o segnala il funzionamento disfunzionale del sistema.

“Come in un acquario di pesci tropicali, quando i valori dell’acqua non sono quelli più indicati per la sopravvivenza dei pesci, è il pesce più sensibile a tali cambiamenti che, manifestando i sintomi del suo malessere, induce ad un intervento che salverà l’intero acquario”