La coppia 3d (O coppie 3d)

coppia

Quando una coppia decide di separarsi, l’emozione predominante è sicuramente il dolore. Nei casi in cui sia uno dei due partner e non tutti e due a prendere questa decisione, il partner che viene lasciato è sicuramente quello che sente di più il terreno franargli sotto i piedi.
Nella mia esperienza di terapeuta familiare, mi sono trovato spesso a lavorare con il partner “abbandonato”, in questi casi, una delle principali fonti di dolore con le quali la persona si trova a convivere, è l’incapacità di dare una spiegazione soddisfacente alla scelta effettuata dal partner.
La frustrazione ed il dolore generati da questa condizione, portano la persona a rimbalzare di qua e di la come la pallina di un flipper, alla ricerca di un perché, che rappresenterebbe per loro il punto dal quale ripartire per ricominciare a vivere serenamente.

Le persone si trovano spesso in questo tipo di situazione perché, essendo parte integrante del sistema-coppia andato in crisi, si trovano ad avere una visione “bidimensionale” della loro storia, e di conseguenza cercano di far quadrare i conti senza avere a disposizione tutti gli elementi necessari per il buon esito della loro indagine.
La cosa più importante sulla quale cerco di lavorare insieme a queste persone, è il trovare insieme una visione più ampia della loro storia, una visione “tridimensionale” appunto, che gli consenta di trovare quelle risposte che tanto hanno cercato.

La visione “tridimensionale” della coppia

Mi piace usare il termine tridimensionale per descrivere una visione che prenda atto di quelle che a mio parere sono le tre sfere principali che compongono la coppia: la sfera relazionale, la sfera affettiva e la sfera culturale.
Frequentemente infatti, ci si dimentica del fatto che una coppia è un sistema composto da due mondi, ognuno con le sue leggi, le sue regole ed i suoi gusti.
Parafrasando un noto scrittore, potremmo dire che gli uomini e le donne vengono da due pianeti diversi, e che se non ci si ricorda di questa diversa origine, sarà inevitabile l’inizio di un conflitto che potrà essere alle volte esplosivo ed altre silente, a seconda delle caratteristiche dei suoi protagonisti.
Troppo spesso si da per scontato che se i nostri partner ci amano, tenderanno a reagire e si comporteranno secondo certi schemi: proprio quelli che solitamente adottiamo noi quando amiamo qualcuno. Questo tipo di atteggiamento impedisce alla persona di comunicare con il partner tanto le cose più intime, quanto soprattutto quelle spiacevoli che creano in noi del risentimento.
In questo tipo di situazione, non è raro che il conflitto diventi un serpente che striscia silenziosamente all’interno della coppia, causando crisi o ancor peggio rotture, che colgono assolutamente di sorpresa l’altro.

Il consiglio che di solito dò ai miei pazienti è quello di non dimenticare mai la differente provenienza culturale e spirituale del proprio partner.
D’altronde, è stato probabilmente il fascino proveniente da quel mondo così diverso e così ricco di affascinanti novità, che ha fatto si che sbocciasse un sentimento tanto forte da farci decidere di condividere il nostro cammino con l’altro. Di fondere quindi assieme i nostri due mondi.
Questo stesso sentimento viene poi troppo spesso prosciugato dalla voglia insana che spesso ci attanaglia, di volerci rapportare ad un qualcosa di nuovo alla stessa maniera di un colonizzatore che vuole imporre la propria cultura ad un paese conquistato, perdendo così la possibilità di quell’arricchimento che soltanto il confronto con culture diverse può dare.
Imparare a conoscere e rispettare queste differenze, conoscendo così veramente la persona che abbiamo al nostro fianco senza i paraocchi imposti dal nostro mondo di riferimento, riuscendo così a dare delle risposte sufficientemente ricche alle nostre domande, sia in tempo di pace che in tempo di crisi.

Questo vuol dire avere una visione tridimensionale.